Sono un gruppo di sostanze (utilizzate come conservanti) che hanno un effetto simile a quello dell’estrogeno, favorendo l’accumulo di grasso ed ostacolando la crescita muscolare.
Le donne, inoltre, sono soggette ad ulteriori rischi: “L’analisi chimica di tessuti cancerosi appartenenti a 20 donne affette da tumore al seno ha rivelato tracce di paraben in 18 campioni, anche se non è stato possibile stabilire una reazione causale diretta”.
Si nasconde nel sapone, dentifricio, prodotti per la cura dei capelli, deodoranti e lozioni.
Verificare sulle etichette l’eventuale presenza di ingredienti che finiscono per “paraben” (metilparaben, propilparaben, ethilparaben, buthilparaben, benzilparaben) ed evitateli il più possibile.

Perché sono cancerogeni

Una nuova ricerca ha evidenziato che il parabene è cancerogeno, è tra le cause del tumore al seno. I parabeni sono una classe di composti chimici usati come conservanti nei prodotti cosmettici ( anche per l’infanzia) e farmaceutici, nei prodotti per l’igiene personale e in alcuni casi negli alimenti (come additivi).Il loro successo commerciale si deve alla loro efficacia come conservanti ed al loro basso costo e, molto spesso, si trovano anche in prodotti cosidetti “naturali” o spacciati per “ecologici”.
Nello specifico i parabeni si trovano nelle creme per viso, negli struccanti, nei dentifrici, nei detergenti intimi, nei deodoranti e negli shampoo, nelle creme solari e nei doposole.
I Parabeni sono stati finora considerati non cancerogeni e legalmente autorizzati nell’Unione Europea e largamente utilizzati nell’industria cosmetica in quanto ritenuti sicuri, ma già in passato diversi studi hanno tentato di testarne l’eventuale pericolosità.
I risultati ottenuti però si sono sempre limitati alle normali dermatiti o irritazioni cutanee e altre reazioni allergiche. Adesso, invece, da una ricerca più recente è emerso che nei tessuti di numerose pazienti sottoposte a mastectomia è stata rintracciata la presenza di parabeni.
La ricerca si è basata su un totale di 160 campioni prelevati tra il 2005 e il 2008 a 40 pazienti di sesso femminile, affette da 20 tipi differenti di tumore primario alla mammella ed è emerso che nel 99% dei casi era contento almeno un tipo di parabene, mentre nel 60% ce n’erano ben cinque.
Questi risultati sono preoccupanti perché è stato dimorstrato che i parabeni sono in grado di simulare l’azione dell’ormone estrogeno femminile.
Quest’ultimo può portare a sviluppare i tumori al seno.
Molte delle concentrazioni dei parabeni misurate nei tessuti delle donne con cancro al seno sarebbero sufficienti a produrre questo risultato.
I comuni parabeni presenti nei prodotti commerciali sono indicati sulle etichette degli “ingredienti” come: Metil-Parabene (E218; il suo sale sodico E219), Etil-Parabene (E214; il suo sale sodico E215), Propil-Parabene (E216; il suo sale sodico E217), Butil-Parabene, Isobutil-Parabene, Isopropil-Parabene, Benzil-Parabene.
Articolo dal “Il Giornale dell’Umbria” del 2 Marzo 2013

Meribel dice no ai test sugli animali

Gli animali non hanno il nostro tipo di risposta ad un determinato stimolo, per cui non è possibile determinare tramite la vivisezione se un ingrediente testato su un animale sia poi dannoso o meno applicato all’uomo.
La vivisezione è una pratica usata quasi da tutte le industrie farmaceutiche (sono esclusi solo alcuni prodotti omeopatici), nelle industrie chimiche, nei laboratori di ospedali e università.

FERMIAMO INSIEME QUESTO ORRORE

Catherine steiner-adair, a clinical psychologist http://www.celltrackingapps.com and author of the big disconnect